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Flash Mob

Cosa sono?

Come funzionano?

Che scopo hanno?

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Se siete curiosi e volete vedere un servizio piacevole e fatto davvero bene vi consiglio di cliccare su questo link:

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Dossier- Rai 2

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E’ un’ idiozia.. Ma in una vita votata ad seguire sempre il senso di tutto, non è divertente impegnarsi per realizzare qualcosa di assolutamente insensato?

Verità assolute :)

Un cafone su una Panda inizia a strombazzare ad una Mercedes che procede tranquillamente.

Quando finalmente riesce a superarla, il conducente della Panda, beffardo fa il gesto delle corna all’altro autista.

Dopo poco però la Mercedes lo ri-supera ed il ricco proprietario gli mostra un accendino d’oro.

Passa qualche minuto e la Panda, a tutto gas, supera la Mercedes e di nuovo il conducente fa le corna all’avversario; ma poco dopo, di nuovo, la Mercedes lo supera mostrandogli stavolta gli occhiali.

Continuano così parecchie volte, ed ogni volta il conducente della Panda continua a fare le corna e quello della Mercedes che gli risponde sempre mostrando un oggetto diverso.

Arrivati finalmente ad un semaforo però, l’autista della Panda curioso, abbassa il finestrino e chiede all’ “avversario”:

Scusa ma perchè ogni volta che io ti faccio le corna, tu mi mostri un oggetto diverso?

E il conducente, impassibile: ” Nella vita, signore, ognuno mostra quello che ha“.

Non credevo avrei mai potuto dirlo, ma devo rivalutare Moccia.

Dopo la visione di “Cenerentola per sempre” di Beeban Kidron, credo di aver finalmente capito nel profondo, il significato dell’espressione “non c’è limite al peggio”.

In quanti modi si può dire “brutto”?

Si tratta di una specie di “Romeo+Giulietta” low-budget, con pessimi effetti speciali, un principe teppista, una Cenerentola vegana, un padre fesso e snaturato e due sorellastre più zoccole che stronze. 

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Come poi Kathleen Turner si sia prestata a questa pellicola, Dyo solo lo sa. —————>

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La storia, con qualche pessima variazione, è quella di sempre solo ambientata in un’ Inghilterra degli anni 50 dai colori inutilmente cangianti.

Cenerentola è una 20enne con la sfortuna di avere una madre morta e un padre idiota, il quale si risposa con una cacciatrice di dote.

Appena arrivate al castello, sotto la benedizione del padre, le sorellastre si litigano la camera di Cenerentola la quale, prima di aver finito di dire “ma Padre”, finisce a dormire nel locale caldaia.

Le due lesbo-sorelle iniziano così ad adulare il patrigno affinchè, tornando da un viaggio, porti loro dei gioielli e quando quest’ ultimo chiede, molto acidamente a Cenerentola: “ E tu mi vuoi bene?” (che cazzo di modi!), lei risponde “Non meno di quanto una qualunque figlia devota ne vorrebbe al proprio padre” (che cazzo di risposta!).

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Insomma lei, come da programma, finisce a fare la sguattera avendo come unico confidente un vecchio tuttofare… Seguendo una civetta scova una caverna in cui vive una misantropa- fattucchiera-dea delle acque (che poi si scoprirà essere l’ ex moglie del vecchio), dalla quale cenerà ogni notte poiché in casa sua oramai si cucina solo carne e lei è vegetariana.

La mattina del ballo, scoperto che la matrigna sta avvelenando suo padre, aspetta 8 ore e poi decide di fermarla. Quella sera. Alla festa.

Non nelle 8 pre prima , nè di notte al loro ritorno.. e figurarsi all’alba del mattino dopo. No. Alla festa. In abito da sera. Dire che voleva imbucarsi alla festa, no?!

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Per l’abito, si rifornisce dalla fattucchiera che però, poiché non ha il complesso dei piedi (eh?!?), non ha scarpe da darle (da qui il detto “le streghe fanno gli abiti, ma non le scarpette”).  Ma che problema c’è? Arrivata (vi risparmio come) alla festa, dei petali le cadranno sui piedi e si incolleranno magicamente realizzando le ballerine più brutte che si siano mai viste.

Alla festa conosce il principe che le dedica una canzone, lei non se lo fila, poi lui la rapisce, quasi si baciano e a mezzanotte scappa perdendo la petalo-schifezza… Lui la cerca ovunque e naturalmente approda al castello. Lì le due psyco-sorelle faranno a bim-bum-bam per tagliarsi l’alluce, e calzare il sandalo, ma un attimo prima che il film diventi splatter il regista, mosso a pietà di noi , fa entrare il principe che ferma tutto.

Uscito dal castello, sempre il principe, in cerca di una boutique in cui vendono quella scarpetta (è la verità) finirà su una scogliera disabitata (e dove sennò?), da lì, al mare (lapalissiano), da lì ad una grotta dove troverà la fattucchiera (elementare Watson).

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Vi risparmio il dialogo folle tra i due, e arrivo direttamente a quando il principe torna al castello e, dopo un’altra inutile allungatina di brodo, lei dimostra di essere lei, e il film finisce con un

Sire è pronta l’auto reale

e Cenerentola: “che inutile spreco di mezzi. Andremo a piedi! ”.

Ed è a quel punto che penserete anche voi “Ma guarda questa: non ha nemmeno ancora messo il culo sul trono, che già caga il cazzo..”.

Lui però, sorride beota… e io mi prefiguro i luuuunghi anni di matrimonio che lo attendono.

In parziale contraddizione con quanto dichiarato di recente, scelgo di pubblicare questo servizio delle Iene, la cui visione dovrebbe essere obbligatoria per ogni italiano.

Intense emozioni

Vorrei che qualcuno mi spiegasse il senso di questa pubblicità, perchè io davvero non ci arrivo.

Quel che è certo è che, quando avrò un’ azienda mia, farò disegnare il logo dai loro grafici, pare abbiano effetti stupefacenti!

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Almeno una volta ci siamo imbattute in lui.

Nonostante l’autostima. Nonostante non facessimo “Masochismo” di secondo nome e nonostante, almeno in teoria, fossimo preparate a questa evenienza e premunite di relativo antidoto (ottenuto in ore ed ore di master  in “Guarda come s’è ridotta.. IO non mi innamorerò mai di uno stronzo”) ALLA FINE.. ci siamo cascate.

Le più fortunate di noi, dopo un po’ di bruciore si sono date una svegliata; le altre purtroppo si sono fatte venire la scoliosi a furia di mantenere la metaforica posizione (sì, mi riferisco proprio a quella posizione lì).

Sicuramente nessuno mette in dubbio una certa, colpevole predisposizione, soprattutto nelle donne più giovani, ad “accontentarsi” di quel poco che il partner dà, in nome di una presunta conoscenza dei limiti affettivi del genere maschile.. Ma ragazzi.. qui stiamo parlando di “magistri stronzorum”, di “geni del male” che individuano la preda, ne riconoscono i punti critici e vanno a colpo sicuro, mascherando, con insospettabile mestiere, un piano perfezionato in anni di esperimenti.

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Per semplicità di analisi, possiamo suddividerli in 2 sottocategorie che chiameremo IL VITTIMISTA e LO STRONZO SERIALE.

Devo anticiparvi che sia per scopo che per tecnica, i due soggetti si contrappongono nettamente, tuttavia, ho scelto di prenderli in esame assieme, poiché entrambi mettono in atto consapevolmente schemi di comportamento atti ad indebolire la preda, la quale si può difendere solo se preparata a questo tipo di sfida.

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IL VITTIMISTA tiene a voi, MA in un modo malato. Egli non è affatto innamorato, quanto bisognoso di qualcuno a cui aggrapparsi per condividere una vita che, da solo, non sa gestire (in quanto affetto da un livello di inettitudine che può variare da soggetto a soggetto).

La sua strategia di attacco, si muove su due binari paralleli ma in combinazione sinergica:

….Si presenta come un uomo sensibile/dolce e praticamente da subito investe gran parte delle proprie energie nel tentativo di ostentare quanto vi ami, prodigandosi sia in piccoli gesti romantici che  plateali, facendovi così sentire sin da subito speciali e fortunate ad aver trovato un uomo così pieno di attenzioni. E’ possibile intuire il grado della sua esperienza nel settore, dalla bravura nella dissimulazione di quella che, a tutti gli effetti, è una lotta contro il tempo. Alla base di questo approccio entusiastico infatti, si annida il prevedibile tentativo di legare a sé sentimentalmente la “preda”, prima che la stesa si accorga che in realtà “c’è qualcosa che non funziona” in lui.

..….Contemporaneamente stuzzica il vostro senso materno, con il racconto delle sue sfighe passate e presenti con particolare attenzione a metter in luce la crudeltà dell’ universo femminile nei suoi riguardi, ottenendo così di suscitare in voi quel senso di pietà su cui lui si aggrapperà abilmente nei momenti in cui sarete più determinate a lasciarlo e che vi porterà a mille strazianti scrupoli prima e duemila sensi di colpa dopo la fine della relazione.

IL MIO CONSIGLIO: lasciate perdere la pietà, mollate subito il colpo perché si tratta della classica “cronaca di una morte annunciata” e vi assicuro che, sebbene sul momento scommettereste di avergli spezzato irrimediabilmente il cuore, si riprenderà dal trauma molto più velocemente di voi.

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Lo STRONZO SERIALE invece, non tiene affatto a voi, ma lo simulerà magistralmente al solo scopo di rafforzare la propria (insospettabile) scarsa autostima.

I motivi che lo spingono a questo comportamento possono essere molteplici: potrebbe trovarsi in uno stato di apatia personale ed aver bisogno di uno svago in qualcosa che gli riesce bene; oppure esser  mosso dalla frustrazione provata verso la sua, di stronza personale, in tempi più o meno recenti (o persino contemporanei); o più semplicemente, per il bisogno di assorbire la vostra forza, in un gioco a somma zero, in cui il semplice riuscire a farvi capitolare, e magari anche soffrire, è la dimostrazione a se stesso di non essere il totale fallito che si ritiene.

La sua strategia di attacco si muove su di un solo binario ma si articola in due fasi:

………..….Nella prima, ha bisogno di proporsi come l’uomo perfetto per voi e, proprio per riuscire in questo intento si costruirà un personaggio cucito a grandi linee sui desideri femminili prima, sui vostri desideri quando poi inizia a conoscervi meglio.. Quasi da subito sembrerà interessato a voi ma farà in modo che le occasioni di incontro siano rade, nella maggior parte dei casi, cercherà di evitare sia di conoscere i vostri amici tantomeno di presentarvi i suoi, sia perché potrebbe avere altre prede in mano in quello stesso periodo, sia perché ha già fissato, indicativamente, la vostra data di scadenza.

…………….Così, quando sarete “cotte al punto giusto”, scatta la seconda fase: con la scusa più sciocca che riesca a trovare purché sia imputabile rigorosamente a voi o, meglio ancora, senza alcun motivo, semplicemente,  non si farà più sentire, non risponderà alle vostre telefonate e, qualora dovesse rispondere, si farà scoprire ad una goliardica serata con amici e mostrerà, con malcelato fastidio, un totale insensibilità per il dolore che provoca in voi il non riuscire a trovare una spiegazione logica a quel cambio improvviso.

Vi troverete davanti ad un altro uomo: indifferente e scostante, tradisce dal tono una certa soddisfazione nel vedervi in quello stato.

In realtà l’avervi fatto innamorare è solo metà del piano, non è motivo sufficiente di soddisfazione; lo è invece il vedere fino a che punto sarete disposte ad insistere o umiliarvi per lui: è infatti quest’ultima la reale misura del successo dell’ intera operazione, il risultato che fa quadrare l’equazione “guarda quanto valgo se una donna è disposta a tanto per me“.

IL MIO CONSIGLIO: quando scompare, dopo uno o due tentativi di contatto (giusto accertarsi che non gli sia semplicemente morta la nonna), non fatevi più sentire, lo farà lui, non temete, e se glie ne darete modo vi torturerà dosando crudelmente riavvicinamenti a distacchi tormentandovi. Se invece saprete cogliere l’occasione per spassargli il messaggio che, in realtà, non ve n’è fregato mai nulla di lui, gli avrete rotto le uova nel paniere.

Però vi AVVISO! Il suo disinteresse per voi è reale: non c’è modo di “farlo innamorare”; dovete farvene quanto prima una ragione: la persona con cui avete condiviso quel qualcosa che vi ha fatto innamorare NON ESISTE, nè è mai esistita realmente; limitatevi dunque a provare ad ottenere quello che alla maggior parte di noi non è riuscita: farlo precipitare nuovamente in basso nel suo Sfigometro.

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Ai più attenti di voi non sarà sfuggito come sia nell’uno, che nell’altro caso, la soddisfazione di cui si nutrono entrambi sia totalmente inconsistente:

…...nel primo esempio infatti abbiamo un uomo che tiene legata a sé una donna puntando principalmente sulla pietà, cosa che non sarebbe neppure un problema per lui, se non lo costringesse a vivere, costantemente, con il fondato terrore di abbassare la guardia e far così sfuggire la preda.

……...nel secondo caso invece, quand’anche il simulatore avesse messo in campo la più verosimile approssimazione di se stesso, quale autoconferma dovrebbe ricavare dall’ aver fatto innamorare una donna basandosi sulla sleale asimmetria informativa? ( in poche parole la preda non si è innamorata di lui perché non poteva né immaginare il suo piano né immaginare che fingesse). Inoltre buona parte della sofferenza e dell’insistenza di lei, non è affatto proporzionale al sentimento che nutre, bensì all’impossibilità di comprendere cosa sia accaduto.

Siamo insomma di fronte a due archetipi delle miserie umane, capaci di barare pateticamente persino con loro stessi, pur di assaggiare per un attimo il dolce sapore dell’autostima.

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Se ci siete cascate una volta dunque, non fatevene un cruccio: non è facile prevedere il disegno malato di una persona disturbata (o patologicamente cattiva), quello che deve consolarvi invece è che voi ve ne siete liberate, mentre lui dovrà convivere con il relitto umano che è PER TUTTA LA PROPRIA VITA… Non è una potente consolazione questa?

Se invece ancora non vi è capitato, spero di avervi fornito degli strumenti validi per consentirvi di fare le vostre scelte consapevolmente. Fatene buon uso dunque e se riuscite: fategliela pagare!

L’ unto dal signore

. Tenermi la zavorra del sempre più pigro Finding Kodamas tra i preferiti, finalmente ha prodotto un qualche risultato ( hihihih :D). Senza la sua magnanima segnalazione (che, lo specifico, non vale come anticipo sull’ imminente regalo di compleanno) non sarei mai venuta a conoscenza di questo video.

. Non conosco così bene lo spagnolo da seguire tutto il delirante discorso del bambino precocemente indottrinato ma, se anche non capissi una sola parola, varrebbe la pena guardarlo, per intuire facilmente dal tono, che brutta piega può prendere un bambino sano, intelligente e motivato, nella mani di genitori invasati.

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” Un uomo vale quanto le cose a cui da importanza. “

Marco Aurelio

Non dire gatto…

Una donna incinta viene colpita da tre pallottole al ventre durante una rapina in banca.

In ospedala la donna, terrorizzata, chiede al dottore se i suoi figli sarebbero potuti sopravvivere, così quest’ultimo la rassicura: “Non si preoccupi, anche se i suoi gemellini hanno preso sì una pallottola allo stomaco ciascuno sopravviveranno, e con il passare degli anni riusciranno ad espellerla in modo naturale”.

Dopo dodici anni uno dei gemellini va’ dalla mamma e le dice piangendo: “Mamma, mamma, e’ successa una cosa terribile. Mentre facevo la cacca mi e’ uscita fuori una pallottola !!!“.
La madre gli spiega l’incidente di quando era incinta e tutto passa.
Il secondo gemellino, dopo un paio di giorni, si avvicina alla mamma tutto imbarazzato e le spiega: “ Mamma!! Ero li, seduto sul gabinetto.. ad un certo punto ho sentito “stonk“… e nel water c’era una pallottola!! “.
La madre rispiega tutto, così il bimbo si tranquillizza.
Un paio di settimane dopo arriva il terzo gemellino imbarazzatissimo ma e non riesce a dirle niente; allora la mamma prova a rassicurarlo:
Vediamo se indovino cosa è successo: scommetto che eri in bagno a fare la cacca e hai espulso una pallottola anche tu…“.

E lui: “Non esattamente mamma.. ero in bagno a farmi una sega e ho sparato al gatto

Tutto da sola..

Giornalista: ” .. Manuela.. ma quanti flirt ti hanno attribuito? !?

Manuela Arcuri: ” Eeeeeeh… Purtroppo tanti.. ALCUNI anche falsi!

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Vorrei proporre a Rai e Mediaset, acune possibili domande da inserire in quei stimolanti quiz a risposta multipla a cui lo spettatore può partecipare comodamente da casa, alla modica cifra di una donazione per Haiti o per La ricerca sul cancro, al fine di incentivare quegli spettatori (birbantoni!) scoraggiati dal livello di difficoltà, forse ancora troppo alto, delle domande:

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Per letterati

Il capolavoro di Dante:

a) La divina commedia

b) Братья Карамазовы

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Per matematici

Se dico 1+1, cosa ti viene in mente ?

a) 4.938.659.486.850.689.872,3 periodico

b) 2

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Per linguisti

Il contrario di “buono”?

a) Cattivo

b) Acido desossiribonucleico

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Per biologi

Chi trova un amico trova un… ?

a) ..a trota salmonata

b) Tesoro

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Per cineasti

Il titolo di un noto film: ” Guerre … ” ?

a) Stellari

b) Puniche

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Per cuochi

Il porro ha un sapore simile.. ?

1) Alla pera

2) Al cipollotto

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… Ah no scusate, quest’ ultima l’avete già fatta oggi alla Prova del Cuoco!

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Pensandoci…

Far del bene è l’ opportunità d’ inspirare un palpito d’ onnipotenza.

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Volevo solo sapere se è vero che vivendo l’intimità di giorno, non posso rimanere incinta  perchè gli spermatozoi escono solo di notte. Le chiedo questo perchè il mio ragazzo mi ha detto che di notte, quando mi sogna, raggiunge la gioia e il suo seme esce, mentre quando viviamo la nostra intimità lui non riesce mai a far uscire il suo liquido seminale, quindi sono arrivata alla conclusione che non rischio una gravidanza.

Adelfa

La risposta di Marco Rossi:

E’ assolutamente falso, gli spermatozoi non escono solo di notte, durante il sonno e credo che il suo ragazzo abbia “inventato”questa scusa per giustificare le sue difficoltà nel vivere l’intimità (….) in ogni caso vi consiglio sempre l’uso del preservativo (….)

La mia risposta:

Sì, è proprio così! Escono solo di notte e con le scarpe tutte rotte. Questa è la pura verità, te lo assicuro. Quello che è falso è che il tuo ragazzo quando fa confluire all’ uscio il proprio succo di frutta, pensi a te: non ci credere, è una vile menzogna!! Potendo scegliere, almeno in sogno, tra te e belen.. secondo te?

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Sono molto giovane, e ho tanta paura di commettere quelche errore. Mi saprebbe indicare, in modo chiaro, come si indossa un preservativo?

Jo

La risposta di M. Rossi:

Prima di tutto devo dirle che il preservativo è una guaina di gomma sottilissima e si presenta arrotolata su sè stessa: va pertanto srotolata su se stessa sulla parti intime maschili per avvolgerle perfettamente ( a parte che se a uno devi spiegare persino cosa sia un preservativo, con un generico “le parti intime” rischi che provi ad infilatre anche le… ehm.. orecchie! ndr) prima di raggiungere l’intesa. Quindi basta seguire alcune semplici regole.. Per applicarlo la condizione indispensabile è che le parti intime siano rigide (Interessante il plurale… Tutte-tutte? ndr). (continua…)

La mia risposta:

Vuoi sapere come si indossa? Con stile, meglio se accompagnato da un paio di calzini bianchi corti. La morte sua.

..ed è subito sera.

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