Almeno una volta ci siamo imbattute in lui.
Nonostante l’autostima. Nonostante non facessimo “Masochismo” di secondo nome e nonostante, almeno in teoria, fossimo preparate a questa evenienza e premunite di relativo antidoto (ottenuto in ore ed ore di master in “Guarda come s’è ridotta.. IO non mi innamorerò mai di uno stronzo”) ALLA FINE.. ci siamo cascate.
Le più fortunate di noi, dopo un po’ di bruciore si sono date una svegliata; le altre purtroppo si sono fatte venire la scoliosi a furia di mantenere la metaforica posizione (sì, mi riferisco proprio a quella posizione lì).
Sicuramente nessuno mette in dubbio una certa, colpevole predisposizione, soprattutto nelle donne più giovani, ad “accontentarsi” di quel poco che il partner dà, in nome di una presunta conoscenza dei limiti affettivi del genere maschile.. Ma ragazzi.. qui stiamo parlando di “magistri stronzorum”, di “geni del male” che individuano la preda, ne riconoscono i punti critici e vanno a colpo sicuro, mascherando, con insospettabile mestiere, un piano perfezionato in anni di esperimenti.
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Per semplicità di analisi, possiamo suddividerli in 2 sottocategorie che chiameremo IL VITTIMISTA e LO STRONZO SERIALE.
Devo anticiparvi che sia per scopo che per tecnica, i due soggetti si contrappongono nettamente, tuttavia, ho scelto di prenderli in esame assieme, poiché entrambi mettono in atto consapevolmente schemi di comportamento atti ad indebolire la preda, la quale si può difendere solo se preparata a questo tipo di sfida.
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IL VITTIMISTA tiene a voi, MA in un modo malato. Egli non è affatto innamorato, quanto bisognoso di qualcuno a cui aggrapparsi per condividere una vita che, da solo, non sa gestire (in quanto affetto da un livello di inettitudine che può variare da soggetto a soggetto).
La sua strategia di attacco, si muove su due binari paralleli ma in combinazione sinergica:
…•….Si presenta come un uomo sensibile/dolce e praticamente da subito investe gran parte delle proprie energie nel tentativo di ostentare quanto vi ami, prodigandosi sia in piccoli gesti romantici che plateali, facendovi così sentire sin da subito speciali e fortunate ad aver trovato un uomo così pieno di attenzioni. E’ possibile intuire il grado della sua esperienza nel settore, dalla bravura nella dissimulazione di quella che, a tutti gli effetti, è una lotta contro il tempo. Alla base di questo approccio entusiastico infatti, si annida il prevedibile tentativo di legare a sé sentimentalmente la “preda”, prima che la stesa si accorga che in realtà “c’è qualcosa che non funziona” in lui.
..•….Contemporaneamente stuzzica il vostro senso materno, con il racconto delle sue sfighe passate e presenti con particolare attenzione a metter in luce la crudeltà dell’ universo femminile nei suoi riguardi, ottenendo così di suscitare in voi quel senso di pietà su cui lui si aggrapperà abilmente nei momenti in cui sarete più determinate a lasciarlo e che vi porterà a mille strazianti scrupoli prima e duemila sensi di colpa dopo la fine della relazione.
IL MIO CONSIGLIO: lasciate perdere la pietà, mollate subito il colpo perché si tratta della classica “cronaca di una morte annunciata” e vi assicuro che, sebbene sul momento scommettereste di avergli spezzato irrimediabilmente il cuore, si riprenderà dal trauma molto più velocemente di voi.

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Lo STRONZO SERIALE invece, non tiene affatto a voi, ma lo simulerà magistralmente al solo scopo di rafforzare la propria (insospettabile) scarsa autostima.
I motivi che lo spingono a questo comportamento possono essere molteplici: potrebbe trovarsi in uno stato di apatia personale ed aver bisogno di uno svago in qualcosa che gli riesce bene; oppure esser mosso dalla frustrazione provata verso la sua, di stronza personale, in tempi più o meno recenti (o persino contemporanei); o più semplicemente, per il bisogno di assorbire la vostra forza, in un gioco a somma zero, in cui il semplice riuscire a farvi capitolare, e magari anche soffrire, è la dimostrazione a se stesso di non essere il totale fallito che si ritiene.
La sua strategia di attacco si muove su di un solo binario ma si articola in due fasi:
………..•….Nella prima, ha bisogno di proporsi come l’uomo perfetto per voi e, proprio per riuscire in questo intento si costruirà un personaggio cucito a grandi linee sui desideri femminili prima, sui vostri desideri quando poi inizia a conoscervi meglio.. Quasi da subito sembrerà interessato a voi ma farà in modo che le occasioni di incontro siano rade, nella maggior parte dei casi, cercherà di evitare sia di conoscere i vostri amici tantomeno di presentarvi i suoi, sia perché potrebbe avere altre prede in mano in quello stesso periodo, sia perché ha già fissato, indicativamente, la vostra data di scadenza.
…………•….Così, quando sarete “cotte al punto giusto”, scatta la seconda fase: con la scusa più sciocca che riesca a trovare purché sia imputabile rigorosamente a voi o, meglio ancora, senza alcun motivo, semplicemente, non si farà più sentire, non risponderà alle vostre telefonate e, qualora dovesse rispondere, si farà scoprire ad una goliardica serata con amici e mostrerà, con malcelato fastidio, un totale insensibilità per il dolore che provoca in voi il non riuscire a trovare una spiegazione logica a quel cambio improvviso.
Vi troverete davanti ad un altro uomo: indifferente e scostante, tradisce dal tono una certa soddisfazione nel vedervi in quello stato.
In realtà l’avervi fatto innamorare è solo metà del piano, non è motivo sufficiente di soddisfazione; lo è invece il vedere fino a che punto sarete disposte ad insistere o umiliarvi per lui: è infatti quest’ultima la reale misura del successo dell’ intera operazione, il risultato che fa quadrare l’equazione “guarda quanto valgo se una donna è disposta a tanto per me“.
IL MIO CONSIGLIO: quando scompare, dopo uno o due tentativi di contatto (giusto accertarsi che non gli sia semplicemente morta la nonna), non fatevi più sentire, lo farà lui, non temete, e se glie ne darete modo vi torturerà dosando crudelmente riavvicinamenti a distacchi tormentandovi. Se invece saprete cogliere l’occasione per spassargli il messaggio che, in realtà, non ve n’è fregato mai nulla di lui, gli avrete rotto le uova nel paniere.
Però vi AVVISO! Il suo disinteresse per voi è reale: non c’è modo di “farlo innamorare”; dovete farvene quanto prima una ragione: la persona con cui avete condiviso quel qualcosa che vi ha fatto innamorare NON ESISTE, nè è mai esistita realmente; limitatevi dunque a provare ad ottenere quello che alla maggior parte di noi non è riuscita: farlo precipitare nuovamente in basso nel suo Sfigometro.

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Ai più attenti di voi non sarà sfuggito come sia nell’uno, che nell’altro caso, la soddisfazione di cui si nutrono entrambi sia totalmente inconsistente:
…...•…nel primo esempio infatti abbiamo un uomo che tiene legata a sé una donna puntando principalmente sulla pietà, cosa che non sarebbe neppure un problema per lui, se non lo costringesse a vivere, costantemente, con il fondato terrore di abbassare la guardia e far così sfuggire la preda.
…….•..nel secondo caso invece, quand’anche il simulatore avesse messo in campo la più verosimile approssimazione di se stesso, quale autoconferma dovrebbe ricavare dall’ aver fatto innamorare una donna basandosi sulla sleale asimmetria informativa? ( in poche parole la preda non si è innamorata di lui perché non poteva né immaginare il suo piano né immaginare che fingesse). Inoltre buona parte della sofferenza e dell’insistenza di lei, non è affatto proporzionale al sentimento che nutre, bensì all’impossibilità di comprendere cosa sia accaduto.
Siamo insomma di fronte a due archetipi delle miserie umane, capaci di barare pateticamente persino con loro stessi, pur di assaggiare per un attimo il dolce sapore dell’autostima.
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Se ci siete cascate una volta dunque, non fatevene un cruccio: non è facile prevedere il disegno malato di una persona disturbata (o patologicamente cattiva), quello che deve consolarvi invece è che voi ve ne siete liberate, mentre lui dovrà convivere con il relitto umano che è PER TUTTA LA PROPRIA VITA… Non è una potente consolazione questa?
Se invece ancora non vi è capitato, spero di avervi fornito degli strumenti validi per consentirvi di fare le vostre scelte consapevolmente. Fatene buon uso dunque e se riuscite: fategliela pagare!
