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Archive for giugno 2009

Lui e lei stanno trascorrendo una notte di turbinosa passione, quando squilla il telefono..

Lei risponde: “Pronto?…Ah! si….va bene….Non ti preoccupare amore e divertitevi!

Lui: “Scusa tesoro, ma chi era?”

E lei: “Oh nulla caro,  era mio marito. Mi avvertiva che tornerà a casa più tardi del solito perché sta giocando a biliardo con te..”

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Le bugie.

Quando una bugia è buona e quando no?

Io ad esempio, ritengo che una bugia possa essere buona.

Se tradisco e mento, anche se mi racconto che è per proteggere lei/lui dalla sofferenza, in realtà sto proteggendo me stesso.

… certo, io posso anche raccontarmi che “io glie lo direi tranquillamente ma poi so che lei ci sta male”…  ma è proprio così?

Secondo me la verità è che sappiamo che raccontarlo rovinerebbe qualcosa e ci metterebbe in una posizione di “debito”, se non proprio di non ritorno.

Questo tipo di menzogna insomma, non protegge nessuno, se non il nostro mal operato.

Un esempio diverso, se io fossi una malata terminale e mi rimanesse una settimana.. Ovvio che una menzogna in quel caso avrebbe uno scopo diverso… Allora ci sono delle bugie buone!

Il problema immagino sia il confine.

Dirmi che una tua amica parla male di me, perché non mi conosce, ad esempio è una cosa da dire o no?

Il mio ragazzo pensa di si. Io ritengo di no.

La verità deve accrescere la situazione di benessere presente o in prospettiva, diversamente non sono certa sia saggio dirlo.

Ritornando  all’esempio del tradimento: l’atto in sé ha compromesso la storia, non il raccontarlo. Raccontarlo semmai, anche se non certo nell’immediato, ha il possibile (ma non probabile) vantaggio di ridare credibilità ad una relazione che diversamente è una sorta di farsa.

C’è stato un tempo in cui non avevo opinioni sul tradimento, in cui dicevo “ognuno fa quel che vuole”  in cui ho creduto che anche gli scambi di coppia, tra consenzienti, fossero un’opzione comprensibile, se poteva aiutare una coppia stanca.

Ma mentre lo pensavo, mi facevo delle domande. Mi piacerebbe? Vorrei questo dalla mia relazione?

La risposta era no. Ma non sapevo perché.

Mi dicevo “lo trovo squallido”, ma non sapevo perché.

Poi un giorno ne ho parlato con Lui e lui semplicemente mi ha risposto:

“..la coppia è un micro mondo fatto di fiducia , rispetto e amore e, se ben assortito, basta a sé stesso. Se devi cercare altro da fuori,  perde totalmente di significato e di “preziosità” quel rapporto (si suppone intimo) che stai costruendo..”

( Non dico sia la rivelazione del secolo, ma a volte non è il concetto in sé, ma i tempi e i modi in cui ci viene detto… Probabilmente ero finalmente  terreno fertile perché attecchissero questo genere di considerazioni)

Del resto io credo anche che nessuno possa giudicare nessuno (nell’ambito della legalità, questo è ovvio).

Ed è questo che non riesco a conciliare:

Trovo una cosa squallida perché sono diventata (o sempre stata) una moralista o perché, per quanto mi rifiuti di accettarlo, esiste istintivamente una soglia che il “possibilismo” si affanna inutilmente a nascondere?

Mi sono lasciata prendere la mano e ora mi vengono mille domande:

Fin dove è giusto spingere “il giudizio”?

Fin dove è giusto spingersi per salvare una coppia?

Ma poi chi o cosa, decidono cosa sia giusto e cosa no? Attiene alla coppia o a un senso comune? Comune a chi?”

(mi sembra di essere la brutta cipia di Carrie Bradshaw!!ahaha)

Queste sono domande a cui per ora no so dare risposta, quello che ho imparato però è che se non c’è una distinzione tra giusto e sbagliato, se tutto è opinabile, tutto “dipende”, si finisce con il correre sparati come biglie e ogni considerazione è fine a se stessa, mancando completamente una visione d’insieme.

In questo senso, si potrebbe partire dalle bugie:

Quando ammetti che anche solo una può essere giusta, poni la prima pietra dell’opinabilità?

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errore-backupMettiamo caso che tu sia fidanzata e mettiamo caso che lui ti abbia “rubato” ad uno con cui flirtavi indegnamente. E lui lo sa.

Mettiamo poi caso che dopo sei mesi in cui lui ti dice che non vuole che tu lo senta, alla fine lui arrivi all’ultimatum e che ovviamente tu scelga la tua bellissima storia con lui.

E poi mettiamo il caso che lui abbia un’amica, una cara amica. E mettiamo il caso che un giorno, in un momento di confusione personale in cui lui sta valutando di prendere una pausa con te, senta la sua amica e la sua amica gli suggerisca di pensare a se stesso e prender questa pausa che tanto tu se lo ami capirai ed aspetterai.(come lei poi ti conosca così bene, lo sa solo lei).

Infatti a 32 anni, nonostante la sua bellezza, è single.

E mettiamo il caso che , all’idea di conoscerla, invece di sorridere digrigni i denti, ma che mai nella vita, gli chiederesti di chiudere con lei, anche se a ogni litigio ti assale il terrore che lui possa ascoltare la “cattiva  consigliera”.

Mettiamo anche il caso, che tua sorella fosse appena stata lasciata dal suo recente ragazzo, perché dopo averla già lasciata una volta a causa la sua amicizia con un suo importante ex, e che lei, pur di riprenderselo, gli abbia promesso di non sentirlo più, mentendo, perché al suo ex vuole bene e non ci vede nulla di male.

Mettiamo infine il caso, che tu ed il tuo ragazzo, iniziate a raccontarvi questa storia di tua sorella e che non trovandovi d’accordo sul punto, esattamente come 6 mesi prima, perché lui sostiene che lei ha sbagliato a mentire e non ha attenuanti perché poteva anche scegliere di finire la storia, mentre tu, anche se riconosci il di lei errore, cerchi di fargli capire che, da un certo punto di vista (il tuo!) lui se l’è andata a cercare, dandole l’ultimatum inaccettabile e ingiusto. Aggiungendo che tu hai mandato a cagare gente per molto meno, risultando poco credibile dato che tu, il suo ultimatum, pochi mesi prima, l’hai accettato.

Mettiamo che alla fine gli dicessi: “Visto che sul punto non ci capiamo, facciamo un gioco: facciamo che io, per i motivi di cui sopra, per gelosia, per quello che voglio, un bel giorno ti chiedessi di chiudere con la tua cara amica di lunga data, perché non mi fido della sua buona fede (toh, la sparo lì..), e tu ti trovassi davanti le tre classiche scelte: “chiudo con la mia amica”, “chiudo con la mia ragazza”, “le dico che chiudo, ma poi non lo faccio”.Cosa sceglieresti?”

E che per 3 ore la sua unica risposta fosse: “Non lo so, le due cose non c’entra nulla l’una con l’altra, dovresti mettermi nella stessa situazione in cui eri tu” (dove lui saprebbe cosa scegliere in un mezzo secondo, mentre tu no, perché lo trovi ingiusto).

Mettiamo in più, che tu ti sgoli invano, per cercare di fargli capire che, sì è vero le situazioni sono diverse, ma l’arbitrario ultimatum è ugualmente ingiusto e irrispettoso e porta l’altro a mentire o serbare rancore. Inevitabilmente. E che hai tutta l’intenzione di farlo immedesimare nella tua parte.

Che lui sia d’accordo o meno.

Voi a questo punto che direste?

No, dico….così lo riferisco alla mia amica:D

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Non è il mio primo blog, ma non vi racconterò del precedente.

In questo però parlo di una “nuova” me  e soprattutto parlo di ciò che voglio, come voglio.

Questa non è una democrazia, al massimo una Suppercicciocrazia!

Esiste la mia opinione e quella di chi legge, certo, ma in caso di disaccordo:  la mia è meglio:)

Non a caso mi chiamavano despota.

In genere ho un’opinione piuttosto netta nelle cose ma mi piace mettermi in discussione.

Sconsigliata la lettuta ai deboli di cuore, cristiani sensibili e  sessualmente repressi.

Avanti,  cominciamo!

cretino

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