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Archive for settembre 2009

Un ragazzo rientra a casa alle 4 di notte e trova il padre seduto a braccia conserte che lo aspetta fissando l’orologio.

“Allora? Ti sembra questa l’ora di arrivare?! Ora mi dici per filo e per segno cosa hai fatto!”

“Beh ecco sono andato alla festa, mi sono divertito…”

“Per filo e per segno ho detto!”

“Beh sono andato alla festa.. sai la festeggiata mi piaceva e così mi sono appartato un po’ con lei e poi.. in camera sua…Lei mi guardava, io la guardavo, lei mi guardava, io la guardavo…e.. ecco.. insomma abbiamo fatto l’amore!”

“Ah!… Vebbeh vabbeh vai avanti”.

“Beh…poi sono sceso in sala e ho visto la madre sola e triste, mi sono seduto accanto a lei in silenzio… poi però sai… lei mi guardava, io la guardavo, lei mi guardava, io la guardavo…e alla fine abbiamo fatto l’amore”

“Ah! E per questo hai fatto tardi?”

“Non proprio , il fatto è che poi avevo sete e sono andato in cucina a bere e c’era la nonna.. mentre bevevo ho notato che mi guardava, così l’ho guardata .. alla fine lei mi guardava, io la guardavo, lei mi guardava, io la guardavo…Ed successo che ho fatto l’amore anche con lei!”

“Oddio…e poi??!”

“Beh.. in garage ho incontrato il padre tutto solo, ecco…io stavo per tornare a casa, ma …. Papà ma: mi stai guardando?”

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“ODDIO NO NO NOO !!!”

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Alle 8,30 di lunedì mattina, arrivo su libero e trovo questo articolo.

Per chi non avesse voglia di vomitare, l’articolo parla di donne che sono andate a letto una o più volte con il cugino perché ..aspè com’era?.. Ah sì!  “perché hanno scoperto il sesso con lui, da ragazzine. Perché essendo uno di famiglia si sentono più sicure. Perché non lo considerano un tradimento.”

Qualche considerazione in merito:

Hanno scoperto il sesso con loro: come dire “siccome abbiamo fatto una stronzata una volta, tanto vale continuare”.

Sono di famiglia: beh ma ragazze, c’è sempre vostro padre! Voglio dire, più di famiglia di lui..

Perché non è un tradimento: e questo è vero! Infatti io vi direi che la miglior prova di questo è tornare a casa e dire “amore mi prendi le ciabatte? Ho fatto l’amore con mio cugino. Cosa vuoi per cena?” e vedere quale frase lo colpisce di più. Oddio, io un’idea ce l’avrei, ma non vorrei sembrare prevenuta.

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Che poi, a me di chi fa l’amore con chi, frega ben poco, il fastidio deriva dal volerlo far passare come normale, dolce, tranquillo, qualcuna poi lo consiglia pure! Un paio poi si fanno pagare ma sentite qui: “Sono indipendente, fatico non poco con 800 euro al mese, se un uomo mi garantisce affetto passione rispetto compreso il denaro, per poter vivere agiatamente e dignitosamente ed con tacito consenso mi chiede di smignottare un po’ per lui io lo faccio con piacere!

Dunque indipendente è indipendente: una libera professionista, in effetti.

Magari la parola “dignitosamente” però la riserverei a chi pulisce i cessi per non doversi fare il cugino. Opinione personalissima.

Sempre lei poi, continua come per giustificarsi (ma  non ce n’è bisoooooogno…. a posto così cara.. il conto prego!) “So che per me farebbe qualunque cosa, capovolgerebbe il pianeta se lo desiderassi, so d’avere questo immenso potere su di lui ma mai lo eserciterei per lo stesso rispetto che lui a per me. Tutto più facile invece, l’affetto già c’è è innato e naturale, poi il resto vien da solo, in fin dei conti i soldi rimangono in famiglia

Insomma abbiamo una risparmiatrice!! Anche il mio ragazzo, quando dico che quando andremo a convivere vorrò una domestica mi risponde “amore, perché una domestica, li facciamo insieme”; già mi immagino il piano di risparmio di quella casa: “Perchè sprecare soldi con una prostituta, quando posso farla io?”, “ma che bella idea cuginetta! Eccoti un buono benzina!”

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Qui nessuno è santo, tantomeno io, ma almeno l’onestà di chiamare le cose con i propri nomi santo cielo! Vuoi farti pagare da tuo cugino per andare a letto con lui? Fallo! Ma risparmiaci quanto sia bello, normale e dignitoso.

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Scrive Serenella, che risponde a un’altra lettrice: “Vuoi dirmi che da ragazzina non hai mai baciato un cugino di qualche anno più grande di te?”.

.”

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Meringa: «Ho iniziato da ragazzina con mio cugino (..) lui mi conosce come nessun altro (tuo marito almeno di questo ti ringrazia ndr) nemmeno mio marito … Quando ne ho voglia mi chiamo lui… quel tontolone di mio marito non ne vuole sapere di fare le stesse cose che mi pratica mio cugino (…) purtroppo è l’unico difettaccio che ha per il resto è un ottimo marito e padre. Pensa invece al vantaggio che ho, non vado cercando altri uomini estranei, per il quieto vivere, mio cugino l’ho conosciuto molto tempo prima di mio marito, quindi, non è tradimento”.

E menomale che è un buon padre e marito!  Non oso pensare cosa avresti fatto se fosse stato un cattivo marito..che ne so…Tradirlo con suo fratello? (dì la verità ci hai già pensato eh?). Ma che poi, voglio dire, sai che allegria in quella camera coniugale? “Amore sai, non ero soddisfatta e così ho fatto l’amore con mio cugino”, “non preoccuparti cara, ti capisco benissimo, anche io ti ho trad… no scusa non è tradimento! ti ho celebrata con tuo cugino..Tu che orari facevi? Tua zia dice che rende meglio il sabato, ma tuo padre lo preferisce il lunedì. Che buffo non esserci mai incrociati sotto le docce… dai l’anno prossimo ci iscriviamo assieme!!”.

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Gisella ha una storia con suo cugino di 29 anni  “ è una strana sensazione avere a disposizione uno della famiglia però mi tranquillizza molto mi piace non c’è l’assillo del tradimento, ne dell’innamoramento solo piacere intenso ed in tranquillità emotiva”.

Eeeh.. sti tradimenti sono così assillanti.. mai che uno possa tradire in pace! Ma che vogliono sti mariti? Gli ho forse mai giurato fedel…ehm..sì, quello glie l’ho giurato. Ma il rispet…’naggia, pure quello! Ma perché diamine mi sono sposat.. Ah si! ORA RICORDO”.

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Di esempi ce ne sono molti altri, molti rivendicano il proprio diritto all’orgasmo “negato” dal marito troppo pigro e raggiunto con il cugino zelante.

Io che di uomo ne ho avuto qualcuno, in effetti, dopo tanti “io di qua io di là” di pippe ne ho trovate poche ma solo perché il mio pippe-radar fortunatamente in genere, li sgamava alla prova bacio e finiva lì.

Mi sono sempre detta però, che se le ragazze a metà di un pessimo amplesso si alzassero dal letto dicendo “Blu! Ridipingiamo le pareti di blu!” oppure  “guarda, se questo è il massimo che puoi offrire, tantovaleva andare con mio marito” forse molti uomini smetterebbero di giocare a mosca cieca e farebbero un corso accelerato di anatomia femminile.

Oddio… molte donne fanno rimpianger la bambola gonfiabile.. ma possibile che una coppia si metta assieme senza saper comunicare?

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Superciccia: (….) cmq con libero io posso vedere tipo gli ultimi 20 che mi hanno visitato e a che ora

Rip: comodo

Rip: ma immagino solo gli utenti loggati

Superciccia: si, tu sei “anonimo ha lasciato un commento”

Rip: è comunque una delle cose più carine mai dette su di me

Superciccia: ahaha io ti adoro!!!

Rip: ottimo

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Questa sera Gerry Scotti si è accontentato di un tiepido: “Che Dio ci benedica” , al posto di un ormai sempre più frequente: “Che Dio ci perdoni”.

Evinco che ieri sera non sia andato a mignotte.

PS:

Si scherza eh? ;)

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.. a 10€ più spese di spedizione, la prima copia de: “IL FATTO QUOTIDIANO“.

Se non vi bastano, offro la mia verginità (a trovarla!) , quella del mio ragazzo, del mio cane e del mio primogenito: maschio, femmina o Rip (così impari ad avere una copia e non darmela!!)

Grazie per l’attenzione e correte in edicola debosciati!!

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AGGIORNAMENTO:

ore 16.26: la reliquia , è in mio possesso in triplice copia.

Due copie rimarranno al “de cuius” , la terza potrà essere donata a chi dimostrerà di esserne veramente meritevole ( fatta esclusione per il mio ragazzo che lo è automaticamente, venendo a letto con me).

Saranno sottoposti a doppia perizia i produttori di PIL che, trovandosi nella possibilità di acquistarlo, NON LO HANNO FATTO.

Corsia preferenziale invece a chi, come me, svegliandosi ad orari imbarazzanti è stato impossibilitato… alle 9 per tardivo rientro notturno, alle 15 (arrivo in edicola della ristampa) per tardiva colazione.

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Ma cosa rende meritevoli?

Beh… Io ho girato 12 edicole, fatto 8 telefonate, rifatte 4 e finalmente un’edicola aveva le ristampe.

Voi potreste, che sò… darmi tutti i vostri averi e convertirvi al Superciccesimo.

Oppure chiedermela.

E’ uguale – :)

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L’ altro ieri alle 14,10 arrivo con una mia amica all’anagrafe vicino a casa mia.

Nonostante i 20 minuti di anticipo c’era già gente. Alcuni ripiegavano i sacchi a pelo, altri ripulivano i fornelletti; un gruppo salutava gli animatori e si dava appuntamento alla Posta.

In questo clima da saluti di fine estate, arrivo io fresca fresca e chiedo chi è l’ultimo ma siccome so come vanno a finire le cose quando non c’è il numerino (ci vorrebbe un numerino per la fila per prendere il numerino) facendo la “vaga” tengo d’occhio chi arriva dopo e quanto strategicamente cerca di posizionarsi.

Aprirei una parentesi sulla categoria che arriva, vede 20 persone che aspettano l’apertura e si piazza davanti con l’aria del “Toh, ho trovato casualmente un posticino qui”.

Sì. Casualmente tra il vetro e il primo della fila.

Insomma mentre tenevo d’occhio in incognito la situazione, facendo finta di parlare con la mia amica, lei ha adocchiato una signora al di là della porta a vetri, che chiacchierava con la collega facendo l’ indifferente all’ Eurovisione, con il risultato di farci sentire come quei senzatetto che si piazzano datanti alla vetrina del ristorante a fissarti mangiare.

Del resto erano anche le 14, 27.

Io e la mia amica abbiamo quindi iniziato a discutere sul fatto che già che era lì, tanto valeva aprisse… per 3 minuti… voglio dire: alla fine è una questione di sincronizzazione degli orologi e comunque in alcune zone del mondo le 14, 30 sono già passate da un pezzo. Praticamente è in ritardo!

Mentre insomma ci immergevamo in questi ragionamenti quantistico-filosofici, abbiamo improvvisamente realizzato che eravamo assieme da oramai 30 minuti e non avevamo ancora criticato nessuno, ma a due professioniste basta uno sguardo per intravedere nella dipendente pubblica addetta alla transumanza, una perfetta vittima sacrificale sull’altare dell’acidità cronica.

La vittima infatti, vista attraverso la lente del nostro malcelato complesso di inferiorità, stava aspettando il minuto esatto anzi, pure qualche nanosecondo in più (non è che abbia poi tutta sta autonomia del resto) per il puro piacere di esercitare il proprio Potere sfigatello.

Un po’ come il Potere della portinaia (Aldo, Giovanni e Giacomo docent) o del Servizio clienti Vodafone o di una dipendente pubblica. Un’altra intendo.

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Riflessioni sulla questione del Potere, tra l’altro, sono proprio vivide nella mia mente.

Di recente infatti a causa di 24 ore di ritardo nella consegna di alcuni documenti, dopo un primo rifiuto da parte della potentissima segretaria, ho dovuto ricorrere all’intercessione dell’amico dell’amica di un’amica e sprecare 2 giorni di tempo perché accettasse ‘sti benedetti fogli…  Cosa che, evidentemente, poteva fare benissimo 2 giorni prima, facendo perdere meno tempo a me e meno “peracotta” a lei (per i milanesi: “cioccolata”).

Ma sì sa: se uno fissa una data del tutto arbitraria, poi deve essere immutabile. E’ praticamente l’undicesimo comandamento.

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Alcuni soggetti, affetti dalla poco nota SNCC,  “Sindrome del Non Conto un Cazzo”, cercano di riscattare una scarsa rilevanza sociale esasperando in modo grottesco il  proprio ruolo di pseudo- potere. Così quando al cameriere stai sul cazzo dimentica la tua ordinazione, al call center ti tengono al telefono 6 ore in attesa, alla cassiera s’inceppa la cassa sempre al tuo turno, la hostess ti fa pesare sulla bilancia davanti a tutti, per vedere se dovete pagare un supplemento passeggero (Ah! A voi non è mai successo? )

Non sarebbe tanto più intelligente un sano “VOLEMOSE BBENE TRA DE NOI CHE TANTO QUA NON CONTAMO UN CAZZO NESSUNO”?

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Lasciando spazio aperto alla riflessione, vorrei chiudere il post con la fine della mia avventura all’anagrafe.

Quando si sono finalmente aperte le porte nessuno si muoveva, così io entro praticamente per prima; qualcuno poco dopo chiede: “chi era il primo?”. Io mi giro stacco un bigliettino e dico ad alta voce: “allora, questo è per il signore, che era primo, poi loro due, poi la signorina e il ragazzo, poi ci sono io, poi la signora in verde ( Miss “toh, ho trovato un posticino qui”), poi quel signore alto, poi quello lì dietro, dopo la ragazzina e infine la signora con la bambina”.

E mentre consegno ad uno ad uno i rispettivi numeri realizzo, in silenzio e senza togliermi il sorriso dalla faccia, che sono una cagacazzi.

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Oggi ho bisogno di tutto il pubblico maschile di cui posso disporre (tutti e 3 insomma).

Affronteremo due temi che arrivati agli  “enta” , secondo me tocca affrontare, ovvero: “convivenza sì o convivenza no ”  e  “affitto o mutuo?”.

Ma andiamo con ordine.

Dopo quanti anni di storia felice e raggiunta quale età, scegliere la convivenza dovrebbe essere un passaggio obbligato?

I tempi li detta sostanzialmente, prima la carriera di lui e i favori sessuali di lei per ottenere il ruolo e lo stipendio che tecnicamente le spettano, poi l’orologio biologico Cartier di lei e l’insofferenza della “domestica pro bono” di lui, che i più chiamano Mamma.

Prima insomma c’è l’università, il lavoro, il divertimento, la scoperta di sé come individuo autonomo (ok, quì l’ho sparata) e la sperimentazione del sesso. Di gruppo è meglio. Scherzo.

Poi però, arrivati alla soglia degli “enta”, questa fase dovrebbe essere stata affrontata e bisognerebbe quindi iniziare a chiedersi:  “Ok, io con questo sto bene 6 ore al giorno, quando cioè riesco a fingere di essere migliore di come sono in realtà; e in vacanza, quando nemmeno la 3a guerra mondiale mi turberebbe.  Ma saremo in grado di gestire le nostre reciproche paturnie in 50mq, sabati e domeniche intere? Sapremo vivere insomma in una casa in cui io non so cucinare, cucire e lavare e lui è dedito allo sport maschile più vecchio del mondo: il “lancio del peto” davanti alla partita?”.

E’ brutto da ammetere ma l’ orologio della donna va 5 anni avanti rispetto a quello dell’uomo, infatti, mentre l’uomo matura la donna cade dall’albero. Sarebbe quindi meglio per la Lei di turno, sperimentare la convivenza PRIMA di avvicinarsi alla soglia della “zitellaggine” spinta; così da non ritrovarsi a 35 anni, single, pollice alzato e scadenza in vista, ad essere una di quelle che al terzo appuntamento con uno sconosciuto, parlano di futuro e figli, con un “tic tac” in sottofondo.

E lo dico contro il mio interesse essendo donna.

Quindi alle donne dico: se avete superato i 26 anni e state con lui da 5 e lui si rifiuta di convivere, beh… io inizierei a farmi delle domande: forse state perdendo tempo, tocca chiedersi se perderne ancora o quantomeno iniziare a prepararsi un “dialogo del terzo appuntamento” efficace!

Mentre agli uomini chiedo: non è meglio scoprire subito a che Arpia lascerete casa e alimenti? Almenofinchè dura, in casa vostra potrete istituire la serata “rutto libero” che i Vostri, non accetterebbero mai. Le donne sono troppo disperate per mollarvi per quello..

Su su…Un po’ di ironia  -;D

Ma veniamo alla seconda questione, per come la vedo io.

Poniamo che una persona si trovi nella condizione di potersi permettere un mutuo così come un affitto, ma senza soldi da parte . Cosa dovrebbe scegliere?

Per facilitare una risposta possiamo porci la domanda in modo diverso, tuttavia dar una riposta rimarrà un rompicapo indistricabile:

“E’ meglio comprar casa a se stessi o a uno sconosciuto?”

Io ho approntato, per quelli che si sono fermati al predicato verbale,  un semplice prospetto (di cui vado molto orgogliosa) per illustrare i pro e i pro del Mutuo, e i contro e i contro dell’affitto, da un’ottica dannatamente imparziale  -;)

Mutuo:Negoziabile, saldabile,

 

cedibile(al nuovo acquirente)

Quota mutuo:

x

Dipartita:

Vendita ad un prezzo

-Superiore: ci hai guadagnato!

-uguale: era come stare a casa

-inferiore: non arriverà MAI

alla quota che perdi con l’affitto

Miglioramenti:

Incidono sul prezzo di vendita

.

Risparmio:

senza particolare appello al fattore C

recuperi almeno il prezzo di costo

non hai guadagnato né perso.

Flessibilità:

Se non ce la fai a pagare il mutuo

(non ce la fai a pagare l’affitto quindi!),

in qualche mese vendi la casa o la affitti

facendoti pagare il mutuo o buona parte.

Almeno in futuro avrai una casa!

Affitto:Caparra e affitto non negoziabili

 

.

Quota affitto:

x (la cifra si avvicina al mutuo)

Dipartita:

Persi tutti gli affitti. Problemi a

Riavere indietro la caparra (che

viene spesso trattenuta con la scusa

della ritinteggiatura, pulizia, oggetti

rotti, bollette future e lamentele varie)

Miglioramenti:

Da discutere sempre prima e quasi

Mai scalati dall’affitto

Risparmio:

Se non risparmi nulla, alla fine

Non ti rimane assolutamente nulla.

.

Flessibilità:

Se non ce la fai a pagare l’affitto

in 3 o 6 mesi interrompi il contratto.

E poi? Torni da mammà senza soldi

né investimento?

Questo sì che sarebbe umiliante!

La domanda sul vil denaro, di cui sopra, mise in crisi persino Shakespeare: “Buttarli o non buttarli? Questo è il dilemma! “.

Cos’è questa allergia maschile al mutuo?

Qual è il terribile ostacolo che quale detentrice ridondante di cromosomi X, non riesco a intravedere?

A questo punto non posso non chiedervi: se in una coppia uno è molto oculato e l’altro, a dispetto di ogni logica, preferisce seguire le proprie paure e magari non è già un ottimo risparmiatore, che probabilità hanno di non scannarsi come si deve, una volta che le finanze saranno in comune avendo palesato, già in fase di fidanzamento, una così diversa gestione del denaro?

Il primo e il secondo caso sono certo molto diversi. Ma sarà poi davvero MOLTO? L’impressione è che siano il rovescio di una stessa medaglia..

A che età e dopo quanto tempo, è saggio iniziare a porsi queste domande? E invece, decidere delle conseguenze?

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