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Archive for ottobre 2010

Imprinting

Poco fa ho avuto un’illuminazione: molto di quello che sono.. lo devo ad Esopo.

Lo amavo da bambina.. erano storielle brevi che mi sembravano divertenti e mi insegnavano qualcosa..

Una delle mie preferite è sempre stata quella dell’asino, il vecchietto e il ragazzo che attraversano vari paesi venendo criticati in ciascuno perchè: una volta “tu guarda quel povero razazzino appiedato, mentre il nonno va comodo sull’ asino“, un altra “tu guarda se un ragazzo in forze deve andare sull’asino mentre un povero vecchietto è costretto a camminare“, un altra ancora “è un vero maltrattamento che quel povero asino debba sopportare il peso di quei due”  sino a che passando nell’ultimo paese, per non sentire critiche scendono entrambi dall’asino e sentono “guarda che stupidi: hanno un asino e nessuno che ci salga sopra“.

Ero piccola quando imparai che qualunque cosa si faccia, ci sarà sempre chi critica e che dunque non si possono basare le proprie scelte su quello che  la gente dice. Uno dei capisaldo della mia vita.. Mi ero sempre chiesta come l’avessi imparato.. E la verità è che Esopo me lo ha insegnato a, credo 6 anni.

E allora credo che ai miei figli, ai miei  nipoti leggerò le fiabe più che le favole.. Perchè sono certa che scavando-scavando scoprirei che sono meno geniale di quanto abbia sempre creduto e che molto di ciò che sono.. non è farina del mio sacco ma  è banalmemnte frutto delle mie letture infantili:)

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Inception

Non c’è nulla da dire.

Spettacolare la scenografia.

Spettacolare la storia.

Spettacolare tutto.

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Un film davvero da vedere.. possibilmente su un grande schemo e con dolby.

Non voglio dire nulla del film perchè è così geniale l’idea che… Mi sembrerebbe di fare un torto a chi non l’ha ancotra visto!

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Io però devo confessare che sono pazza da sempre di Joseph Gordon-Levitt.. Cosa devo fare per una notte con lui?!?!

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Ma perchè..

.. ho uno o più uccellini che cinguettano da quasi un’ora?

All’una di notte? Ma che sono vampiri canterini?

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Me se stà a rencojonì a fauna?!?

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Sono sempre io?


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In quel momento apparve la volpe.
“Buon giorno”, disse la volpe.
“Buon giorno”, rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
“Sono qui”, disse la voce, “sotto al melo…”
“Chi sei?” domando’ il piccolo principe, “sei molto carino…”
“Sono una volpe”, disse la volpe.
“Vieni a giocare con me”, le propose il piccolo principe, sono cosi’ triste…”
“Non posso giocare con te”, disse la volpe, “non sono addomestica”.
“Ah! scusa”, fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
“Che cosa vuol dire <addomesticare>?”
“Non sei di queste parti, tu”, disse la volpe, “che cosa cerchi?”
“Cerco gli uomini”, disse il piccolo principe.
“Che cosa vuol dire <addomesticare>?”
“Gli uomini” disse la volpe, “hanno dei fucili e cacciano. E’ molto noioso! Allevano anche delle galline. E’ il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?”
“No”, disse il piccolo principe. “Cerco degli amici. Che cosa vuol dire “<addomesticare>?”
“E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire <creare dei legami>…”
“Creare dei legami?”
“Certo”, disse la volpe. “Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io saro’ per te unica al mondo”.
“Comincio a capire” disse il piccolo principe. “C’e’ un fiore… credo che mi abbia addomesticato…”
“E’ possibile”, disse la volpe. “Capita di tutto sulla Terra…”
“Oh! non e’ sulla Terra”, disse il piccolo principe.
La volpe sembro’ perplessa:
“Su un altro pianeta?”
“Si”.

“Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?”
“No”.
“Questo mi interessa. E delle galline?”
“No”.
“Non c’e’ niente di perfetto”, sospiro’ la volpe. Ma la volpe ritorno’ alla sua idea:
“La mia vita e’ monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio percio’. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sara’ illuminata. Conoscero’ un rumore di passi che sara’ diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi fara’ uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiu’ in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me e’ inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo e’ triste! Ma tu hai dei capelli color dell’oro. Allora sara’ meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che e’ dorato, mi fara’ pensare a te. E amero’ il rumore del vento nel grano…”
La volpe tacque e guardo’ a lungo il piccolo principe:
“Per favore… addomesticami”, disse.
“Volentieri”, disse il piccolo principe, “ma non ho molto tempo, pero’. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose”.
“Non ci conoscono che le cose che si addomesticano”, disse la volpe. “Gli uomini non hanno piu’ tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose gia’ fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno piu’ amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!”
“Che cosa bisogna fare?” domando’ il piccolo principe.
“Bisogna essere molto pazienti”, rispose la volpe. “In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, cosi’, nell’erba. Io ti guardero’ con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ piu’ vicino…”
Il piccolo principe ritorno’ l’indomani.
“Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora”, disse la volpe.
“Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincero’ ad essere felice. Col passare dell’ora aumentera’ la mia felicita’. Quando saranno le quattro, incomincero’ ad agitarmi e ad inquietarmi; scopriro’ il prezzo della felicita’! Ma se tu vieni non si sa quando, io non sapro’ mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti”.
“Che cos’e’ un rito?” disse il piccolo principe.
“Anche questa e’ una cosa da tempo dimenticata”, disse la volpe. “E’ quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore. C’e’ un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedi ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedi e’ un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza”.
Cosi’ il piccolo principe addomestico’ la volpe.
E quando l’ora della partenza fu vicina:
“Ah!” disse la volpe, “… piangero'”.
“La colpa e’ tua”, disse il piccolo principe, “io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…”
“E’ vero”, disse la volpe.
“Ma piangerai!” disse il piccolo principe.
“E’ certo”, disse la volpe.
“Ma allora che ci guadagni?”

“Ci guadagno”, disse la volpe, “il colore del grano”.
Poi soggiunse:
“Va’ a rivedere le rose. Capirai che la tua e’ unica al mondo. Quando ritornerai a dirmi addio, ti regalero’ un segreto”.
Il piccolo principe se ne ando’ a rivedere le rose.
“Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente”, disse. “Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico ed ora e’ per me unica al mondo”.
E le rose erano a disagio.
“Voi siete belle, ma siete vuote”, disse ancora. “Non si puo’ morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, e’ piu’ importante di tutte voi, perche’ e’ lei che ho innaffiata. Perche’ e’ lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perche’ e’ lei che ho riparata col paravento. Perche’ su di lei ho uccisi i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perche’ e’ lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perche’ e’ la mia rosa”.
E ritorno’ dalla volpe.
“Addio”, disse.

“Addio”, disse la volpe. “Ecco il mio segreto. E’ molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale e’ invisibile agli occhi”.
“L’essenziale e’ invisibile agli occhi”, ripete’ il piccolo principe, per ricordarselo.
“E’ il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa cosi’ importante”.
“E’ il tempo che ho perduto per la mia rosa…” sussurro’ il piccolo principe per ricordarselo.
“Gli uomini hanno dimenticato questa verita’. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…”
“Io sono responsabile della mia rosa…” ripete’ il piccolo principe per ricordarselo.

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Storie di vita..

…Se fosse successo in una miniera italiana, le cose sarebbero andate così:

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1° giorno: tutti uniti per salvare i minatori, diretta tv 24h, Bertolaso sul posto.

2° giorno: da Bruno Vespa plastico della miniera, con Barbara Palombelli, Belen e Lele Mora.

3° giorno: prime… difficoltà, ricerca dei colpevoli e delle responsabilità: BERLUSCONI: colpa dei comunisti; DI PIETRO: colpa del conflitto d’interessi; BERSANI: … ma cosa … è successo?? BOSSI: sono tutti terroni, lasciateli la’; CAPEZZONE: non è una tragedia è una grande opportunità ed è merito di questo governo e di questo premier; FINI: mio cognato non c’entra.

4° giorno: TOTTI: dedicherò un gol a tutti i minatori.

5° giorno IL PAPA: faciamo prekiera a i minatori ke in qvesti ciorni zono vicini al tiavolo!!

6° giorno: cala l’audience, una finestra in Chi l’ha visto e da Barbara D’urso che intervista i figli dei minatori: “dimmi, ti manca papà?'”

Dal 7° all 30esimo giorno falliscono tutti i tentativi di Bertolaso, che viene nominato così capo mondiale della protezione civile.

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Dopo un mese, i minatori escono per fatti loro dalla miniera, scavando con le mani. Un anno dopo, i 33 minatori, già licenziati, vengono incriminati per danneggiamento del sito minerario. Ma è successo in Cile…. ci siamo salvati!!!

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Non potevo non ripostare una cronaca così realistica della realtà italiana.

Attualmente sono aperte le scommesse su quale sarà il caso di cronaca nera che monopolizzerà i settori dell’informazione ed intrattenimento,  mentre Berlusconi, dopo il lodo Alfano, porterà al Senato un Lodo sul ripristino della monarchia proclamandosi nel contempo Re  del mondo conosciuto e per conscenza.

Aspetto in edicola la collana dei plastici di Porta a Porta il prossimo Settembre.. Strano non ci abbiano ancora pensato..

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Laurearsi è una fatica e nessuno lo sa più di me che sono arrivata alla Laurea, come si dice a Napoli , “a bott’ e peret’e pernacchie”… che tradotto significa “sospinta da puzzette e pernacchie”.

Tuttavia, la consapevolezza delle tribolazioni che possono star dietro quel titolo, non mi fa sembrare meno buffo il comunicato che stamattina ho trovato attaccato all’ascensore:

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Per via della ristrutturazione (di casa), nei prossimi giorni saranno possibili alcuni disagi

Avv. Pinca Palla

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Mi sono chiesta in che modo l’informazione che fosse avvocatessa avrebbe alleviato la seccatura di avere un trapano ficcato nel cervello per 8 ore, per chissà quanti giorni.

Alla fine lo so che arriverò ad odiarla.. però almeno ora so che si è laureata.

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Aggiornamento:

Qualcuno deve averla pensata come me perchè hanno cerchiato  Avv. con la penna e scritto: “e sticazzi?!

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