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Archive for ottobre 2009

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Marco Parto: ho scoperto cosa non mi piace di DI PIETRO è un guascone

Superciccia: ?

Marco Parto: ed è pure divertente ascoltarlo, l’unica cosa che non mi piace è che butterebbe tutti in galera da chi si intasca un milione di euro, fino a il poverazzio che ruba una mela per non morire di fame

Superciccia: beh ha torto?

Superciccia: no dai quello della mela no.. ma dal milione in su sì

Marco Parto: ma quello che ruba tanto io lo condannerei in primis a risarcire

Marco Parto: ma anche dal milione in giù

Marco Parto: però la giustizia non può essere cieca, deve valutare le situazioni: il poveretto che ruba la mela per non morire di fame non puoi metterlo alla pubblica gogna.. se proprio devi condannalo a qualche ora di lavoro sociale, obbligalo a cercarsi un lavoro. se poi è recidivo allora castigalo pure

Superciccia: si si ma siamo d’accordo e non mi pare che Di Pietro voglia metterlo alla forca

Marco Parto: lui metterebbe tutti alla forca, è un forcaiolo

Marco Parto: pare che il vero ideatore della ghigliottina, ai tempi della rivoluzione francese sia stato una persona di origini italiane

Marco porto: tale Di Pietrò

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R Factor

R come Rompipalle.

Cioè, noi che vogliamo dire la nostra sui cantanti, canzoni, balletti, salcazzo del mittico programma di Rai2 (Icse factore) anche se non sappiamo nulla di musica, canzoni,balletti e salcazzi, consapevoli oltretutto, che a nessuno glie ne potrà fregare di meno di conoscere le nostre pirle di saggezza.. per noi che sovrastimiamo oltremodo la nostra opinione, ho creato apposta questo post!

Appena pronto aggiungerò il link del Nostro Kodamas per la Trashcronaca:D

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Quale di queste, è una razza di coddodrillo?

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…..Gaviale del Gange ………Zalmone del Nilo
Ustrica del Mississipi ….Cambero dell’Amazzonia

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Io DEVO conoscere il genio che ha creato questa domanda.

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Gironzolando qui e là tra i blog, mi sono imbattuta in quello di un mio amico; a parte una colonia di condizionali mancati che mi auguro corregga, non ho potuto non fare alcune riflessioni in merito al testo letto e di cui vi riporto uno stralcio:

“Arrivi a casa sfatto (..) Lei ti ha preparato la cena che ti rincuora, ti ricarica, un pò come le chiacchiere che la accompagnano. Ora aneli solo il divano, mentre lei finisce le ultime cose in cucina. Poi, davanti a Striscia la notizia (..) ti accorgi che si attarda: deve far finire la lavatrice, stendere e far partire la lavastoviglie. La cosa si protrae, e quasi ti irriti: ci mette sempre un casino di tempo e va a finire che arriva a film già iniziato. Finalmente arriva, snervata anche lei dalla giornata di m… Dieci minuti, crolla dal sonno.

Azz! E’ proprio di compagnia!

Caspita! Se è un’occasione ogni tanto, ci può anche stare, ma se si tratta della regola fatti qualche domanda.

Ma sulla prima parte, mica sul finale!!!

Dall’esempio, salta subito all’occhio una disparità di trattamento che ci ha affidato il destino.

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Seguono riflessioni sui vantaggi di una sana collaborazione, quali riduzione della stanchezza e nervosismo di lei e la possibilità di guadagnare del tempo extra per rilassarsi assieme e godere dell’intimità.

Ebbene, dopo una prima incazzatura sulla scia del ma va sto stronzo! Non solo quella dopo 8 ore di lavoro, fa la sguattera senza lamentarsi consentendo così a lui di non fare un cazzo sul divano, ma si permette pure di avere delle lamentele!, ho riflettuto sul fatto che io non avrei mai consentito una situazione simile nel mio menage di coppia: perché lei sì?

Personalmente non ho mai avuto relazioni con lo stereotipo dell’ UIM (uomo italiano medio) “piatto in tavola-playstation-calcetto”, ma pare ce ne siano tanti in giro, certo è che se un uomo può permettersi di fare lo scocciato, spaparanzato bellamente sul divano mentre, la compagna sgobba, qualcuno glie lo consente : ecco che allora è proprio lei a mancare profondamente di rispetto verso se stessa!

Quale imbecille si ribellerebbe a una colf  gratuita, sforna-figli, che glie la da? Io stessa me ne starei in panciolle… è già abbastanza facile far tacere il proprio senso di colpa, figurarsi non c’è chi ce lo risvegli!

E allora sì a una strigliata all’egoismo di Lui ma anche una bella sveglia all’ amor-proprio di Lei!

Non sono una femminista e sono convinta che uomini e donne siano diversi per abilità, finalità e temperamento ma, un conto è sapere questo, un conto invece è accettare un doppio ( con i figli triplo) carico di lavoro destinato solo alla donna  “per natura”.

A volte mi chiedo se sia proprio una reale abnegazione femminile o la banale paura di rimanere sole, a spingere molte donne ad assecondare il proprio uomo oltre il giusto.

Non ricordo chi, tempo fa, mi fece notare come non solo molte madri vizino oltremodo i figli, i quali finiscono con l’essere soggetti da rieducare alla collaborazione di coppia, ma vedono anche di cattivo occhio la compagna che si azzardi a insegnare ai loro poveri figlioli quei mestieri che, con sacrifici oltre ogni buon senso, si erano tanto affannate a non far imparar loro.

Ho sempre detestato la totale incapacità delle donne di far squadra, un uomo darebbe una pacca sulla spalla della nuora dicendo “l’ hai messo sotto eh? Brava!” una donna no “quella non fa niente in casa, fa tutto lui” anche se ha giusto steso (male) i panni.

Il mio ragazzo ad esempio, è stato educato far tutto, persino stirare e anzi mi arrabbio perché lava il piatto ancora con il boccone in bocca mentre io, ho bisogno dei 20 minuti accademici di pre-digestione a fine pasto e finisce che sparecchia e lava i piatti sempre lui, prendendomi in giro.

Nella mia coppia, probabilmente sono io quella da rieducare ai lavori domestici ma la mia è un’allergia personale non correlata alla mia categoria, cioè IO SUPERCICCIA non amo fare le faccende domestiche non in qualità di donna ma di Superciccia e sapendo di questa mia ehm… falla… mi do da fare in altro modo (non quello che avete pensato voi, insomma, non solo).

Gli uomini invece sembrano autorizzati da un’entità superiore, giustificati, tra l’altro dalla loro donna che poi, però, va in giro a lamentarsi allora io dico: tutte queste energie spese a raccontare in giro quanto tutta la casa pesi sulle tue spalle, non potevi investirle nel cercare un compromesso con il tuo uomo? Se non lo fai, non ti aspettare la mia comprensione, io combatto per quello che voglio.

Il risultato? Lei è stanca e nervosa, per questo meno curata (che con gli anni e i figli diventa “trasandata”) e lui cerca altrove quello che è corresponsabile di non avere più a casa.

Ed ecco che i lavori domestici non condivisi diventano facilmente un matrimonio in crisi o fallito a causa: della sindrome da “donna che non deve chiedere mai” di lei e del “se non mi chiede faccio finta di non vedere” di lui.

Karma! … non si sfugge!

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La WMG non ha autorizzato su Youtube l’audio del video che state per vedere per questo, sino a diversa soluzione, dovrete cliccare voi sul link sottostante.

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Greenpeace

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In Una sola parola.

EROI

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